Il Comitato della Sagra assicura il corretto svolgimento della Sagra della Castagna, che in caso di pioggia si svolgerà al coperto, garantendo ai visitatori la prosecuzione delle attività in programma.
XXVIII Sagra della Castagna
Summonte (AV)
Domenica 18 Ottobre 2009
Inserita lungo le vie del piccolo borgo medievale, in una stupenda cornice tipicamente montana, si svolge la Sagra, con l’intento sia di esaltare e festeggiare la castagna del Partenio, che è stata per secoli uno dei nutrimenti principali dei Summontesi, e sia di mostrare le amenità del Paese.
Con tale spirito vengono preparati tanti gustosissimi dolci, a base di castagnaccio summontese, nonché caldarroste, castagne e le immancabili ballotte che, come da tradizione, vengono donate a tutti i visitatori. Non manca l’angolo gastronomico con: gnocchi, cotechini, salsicce ed altri prodotti tipici, ivi compresso il vino aglianico. Il tutto con tanta musica, balli e canti.
Nella mattinata vengono effettuate escursioni tra i castagneti, visite per conoscere il borgo medievale, in particolare la torre e la chiesa dell’Annunziata del XVII secolo, con il suo imponente altare barocco. Lungo il percorso, inoltre si potrà ammirare l’itinerario storico, attraverso il quale si potrà conoscere la genesi e la vita passata dei Summontesi.


... la sagra è assicurata!
Il Comitato della Sagra assicura il corretto svolgimento della Sagra della Castagna, che in caso di pioggia si svolgerà al coperto, garantendo ai visitatori la prosecuzione delle attività in programma.


Preparativi per la ventottesima edizione della sagra della castagna.
I membri del comitato si riuniranno il giorno 20 Settembre 2009 per definire gli ultimi dettagli della manifestazione, ormai alle porte.

Visualizza la mappa di google e scopri come raggiungerci!
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Per informazioni sulla Sagra è possibile compilare il modulo sottostante, oppure inviare una e-mail a info@lasagradellacastagna.it.
Per contatti telefonici:
Mario Nigro Tel: 0039 3384696361 oppure 0039 3392024999

Per gli addetti stampa, la locandina e il manifesto da scaricare.
Disponibili in download per gli addetti stampa i PDF dei manifesti e delle locandine*.
Download Manifesto 70 x 100, utilizzato per n. 120 affissioni nelle principali vie della città di Avellino.
Download Locandina A3, utilizzata per la promozione della manifestazione negli esercizi commerciali.
Download Logo istituzionale*.
* Vedere le "Norme d’uso per il marchio Sagra della Castagna Summonte" nella corrispettiva pagina.

L’Hotel Palace Set Fair, situato a Summonte (AV), porpone un’offerta speciale in occasione della XXVIII Sagra della Castagna di Summonte.
L’Hotel Palace Set Fair, situato a Summonte (AV), è un complesso turistico alberghiero unico nel suo genere: al confortevole hotel e all’accogliente sala ricevimenti, abbina infatti il Palacongressi, struttura con oltre 1000 posti a sedere, per convention e meeting.
In occasione della XXVIII Sagra della Castagna di Summonte Set Fair offre:
sabato 17 ottobre 2009
Pernottamento e prima colazione euro 30
Cena (primo, secondo, frutta, bevande -acqua/vino-) euro 15
Domenica 18 ottobre 2009
Pranzo (primo -2 assaggi-, secondo, contorno, frutta, bevande -acqua/vino-) euro 20
Per prenotare:
Complesso Turistico Alberghiero SET FAIR 2000 s.r.l.
via Piana, 12 - 83010 Summonte (Av)
Tel: +39 0825 691110 - +39 081 8252027 / Fax: +39 081 8259721 | _ info@hotelpalacesetfair.it

Una ricetta della tradizione, che potrete gustare nei nostri stand dedicati ai dolci e replicare a casa vostra!
Ingredienti:
Crema a burro:
Si lessano le castagne dopo averle sbucciate con cautela per non scorticare la pelle, facendole bollire a fuoco lento. Si sbucciano subito le castagne e si passano con il passatutto. Si aggiunge il cacao, 100 gr. Di zucchero a velo ed il liquore e si impasta tutto fino ad ottenere una pasta ben amalgamata.
Bagnare un panno di tela, strizzarlo e coprire l’impasto. In una terrina mettere il burro ammollato, 100 gr. Di zucchero a velo ed il tuorlo d’uovo e mischiare bene tutto ottenendo una crema. Aggiungere a poco a poco il caffè, incorporando bene tutto.
Ora bisogna stendere a forma di “ pettola “ l’impasto di castagne sopra il panno bagnato, stendere sopra la crema al burro lasciandone un poco per la copertura finale.
Prendere i lembi del panno ed arrotolare, con cautela per non provocare crepacci nella pasta, fino a completo avvolgimento.
Poggiare il rotolo di castagne su di un piatto aiutandosi con il panno bagnato.
Con una spatola oppure un coltello bagnato dare una certa forma al tronco, cercando di unire eventuali crepacci. Coprire la superficie con il resto della crema a burro e mettere in frigorifero per farlo rassodare.
Volendo si può guarnire con panna attorno. Durante la degustazione ci sta bene un po’ di vino liquoroso.

Il simbolo di Summonte è la Torre, che si erge sul punto piu’ alto del borgo e domina tutta la valle
Nell’attuale centro storico, in posizione dominante sulla valle, sorgeva un fortilizio con il nome di castrum submontis (il toponimo sottintende tra sub e montis il termine “radicibus”, in quanto la preposizione latina su, come si sa, regge l’ablativo e non il genitivo) che aveva la funzione di difesa di Abellinum lungo la via antica, che nel medioevo ebbe il nome di campanina, il cui percorso era sostanzialmente quello dell’attuale strada provinciale (fino a poco tempo fa statale 374 di Summonte) che collega Avellino alla Valle Caudina.
I Longobardi occuparono il territorio con le loro famiglie ed erano estremamente diffidenti verso la popolazione locale. Preferivano vivere in quartieri separati e ben protetti, cosicché il fortilizio di Summonte, già esistente, rappresentò il luogo ideale per una sicura dimora. Una volta insediatisi, adattarono la fortificazione alle loro esigenze, ampliandola e rafforzandola con la costruzione di una torre, che, a differenza di tutte le altre costruite nel Beneventano dai Longobardi, ebbe base circolare e non quadrata,probabilmente in dipendenza della sua posizione dominante ed isolata.
Verso la fine dell’undicesimo secolo dopo Cristo, Summonte fu concesso in feudo ai Malerba, una famiglia franca al seguito dei Normanni ed il castello con la torre divenne la residenza del feudatario. Il Castello fu notevolmente ampliato con la costruzione di abitazioni per i servi e per i soldati e di una chiesetta, fino a costituire un borgo interamente murato, con ingresso principale dall’attuale arco San Nicola.
Nel periodo Angioino il castello ebbe il suo assetto definitivo e la torre fu ristrutturata, fino ad assumere la forma tipica delle torri di detto periodo, riscontrabile nel rudere preesistente ai recenti lavori, che lo avrebbero dovuto restaurare e non trasformarlo, come si è fatto, con discutibile disinvoltura. I rilievi aerofotogrammetici a raggi infrarossi effettuati nel giugno 1980 da esperti incaricati dal Comune hanno consentito di avere un quadro abbastanza fedele del preesistente castello: al centro di esso si ergeva la maestosa torre, dalla cui sommità era possibile sorvegliare l’intera zona. In caso di necessità essa serviva da ridotto per l’estrema difesa.
Il castello era circondato da una prima fila di mura perimetrali con quattro capisaldi, che suddividevano le mura in altrettanti tratti, ciascuno lungo una cinquantina di metri. A valle, oltre l’anzidetta cinta di mura, in corrispondenza del caposaldo a sud-est della torre, vi erano delle formazioni murarie a semicerchio.
Questa seconda cinta di mura rendeva molto difficile l’accesso agli eventuali aggressori e l’assalto alle difese fisse del castello, anche per la condizione naturale del terreno, che si elevava letteralmente a picco, era, se non impossibile, estremamente arduo.
Al di sotto ed intorno alla torre vi erano cisterne, depositi e riservette varie, che permettevano di resistere anche ad un lungo assedio. Angusti e tortuosi corridoi sotterranei permettevano agli assediati di effettuare i collegamenti necessari in condizioni di sicurezza. La torre era priva di accesso diretto dall’area circostante. Esisteva un solo varco, sopraelevato rispetto al piano di campagna, e lo si poteva raggiungere solo a mezzo di funi o scale mobili. La torre era a due piani, divisi da solai di legno, comunicanti tra loro a mezzo di scalini ricavati dallo spessore del muro permetrale. Forse al di sotto di essa, nella parte interrata, vi era un passaggio sotterraneo molto stretto che la collegava agli accennati corridoi.
E’ storicamente certo che nel castello, quando il feudatario era Roberto Malerba, fu rinchiuso, per ordine di Federico II il cavaliere lombardo Obertino da Mondello, fatto prigioniero nella battaglia di Cortenuova (22 novembre 1237) e che vi fu ospitato, nel marzo del 1440, quando il feudatario era Ottino Caracciolo, Renato d’Angiò, durante la sua sfortunata guerra contro Alfonso d’Aragona.

La castagna è il frutto del castagno (Castanea sativa), albero appartenente alla famiglia delle querce e dei faggi.
La castagna è molto nutriente e costituisce un alimento ricco: contiene 200 calorie ogni 100 grammi e 370 se il prodotto è secco.
Inoltre la castagna è ricca di aminoacidi, vitamine (B1, B2, C, PP1) e minerali (potassio, fosforo, zolfo, sodio, magnesio, calcio, cloro), ed è anche antianemica e antisettica.
Nella farmacopea popolare,poi, trovano grande uso frutti, foglie e corteccia, ricchi di tannini e di fitosterine, che esercitano un’azione astringente a livello intestinale e cutaneo, e hanno la capacità di calmare tosse e pertosse.
La castagna che si trova a Summonte ha caratteristiche proprie, essendo tipica della fascia del Partenio, sia per il colore rossiccio chiaro e sia per le rare proprietà organolettiche di cui è dotata, denominata: la bionda summontese o mercoglianese.

28° anno per la sagra di Summonte, ripercorriamo insieme un po’ della sua storia
La prima Sagra della Castagna si tenne nell’anno 1982 per iniziativa di alcuni giovani Summontesi, spinti da quel desiderio di rinascita che pervase tutta l’Irpinia nel periodo successivo al terremoto del 23/11/1980.
Si sentiva l’esigenza di costruire qualcosa che accomunasse e unisse per ritrovare le radici del passato, che il terremoto in un certo modo aveva portato via. Con questo spirito si diedero vita a varie iniziative, tra queste la rappresentazione della “Canzone di Zeza”, antichissima farsa carnevalesca che aveva le sue origini nella commedia dell’arte ed ancora più a ritroso nelle atellane.
Sull’onda del successo avuto con la “Zeza” (che annoverava anche una rappresentazione ai Fori Imperiali in Roma), si organizzò la Sagra della Castagna, sia per esaltare un frutto, che aveva costituito per secoli una fonte di sostentamento per i Summontesi, e sia per far conoscere l’amenità di Summonte.
Il successo ottenuto con la prima Sagra fu di stimolo per continuare e migliorare ciò che era nato quasi per caso, senza’alcuna esperienza nel campo ed in modo del tutto spontaneo.
Nel corso degli anni con l’esperienza via via acquisita la Sagra è stata sempre più perfezionata ed il continuo successo di pubblico ha contribuito a quell’evoluzione fondata sui cardini iniziali. Ora la Sagra è nel suo genere tra quelle che richiamano più visitatori, tanto d’aver superato i confini regionali e di essere dai più definita la “Regina delle Sagre”.
L’auspicio e che la sagra continui ad essere svolta con lo steso spirito grazie al quale nacque.